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Il piccolo nazista (poi redento) ha per amico immaginario Adolf Hitler
L’idea del film è geniale: Johannes detto Jojo, un ragazzino tedesco, molto intelligente e di natura speculativa ha un amico immaginario (come spesso capita a quell’età) che chiama Adolf. Hitler di cognome. Tale amico (come succede) diviene a poco a poco qualcosa più che immaginario fino a diventare quasi reale ed a vivere una vita “concreta”, parallela col suo creatore.
Già preoccupante in se stessa, la cosa è ancora più drammatica svolgendosi in Germania nel 1945: quasi alla fine della guerra. Ed è anche tragica perché il padre è al fronte (e si percepisce poco allineato al regime) e la madre (una notevole Scarlett Johansson) è nella “resistenza” cittadina e coraggiosamente accoglie in casa una giovane ebrea che nasconde in soffitta.
Jojo, detto “coniglio” (Rabbit) più per evidente imbranataggine che per vigliaccheria, è un convinto nazista: partecipa ai campi giovanili, s’impegna nella propaganda, studia gli “ebrei” in quanto razza, popolo, esseri, individui inferiori e “talvolta mostruosi”. Ricerca su libri e fonti varie la documentazione necessaria per approfondire l’argomento e per realizzare un libro contro di loro. La madre lascia fare e quasi lo incoraggia essendo la stramberia un’ottima copertura per le proprie attività clandestine.
Finché – è inevitabile – Jojo non s’imbatte in Elsa – l’occupante misteriosa della sua soffitta – simpatica, ironica e affettuosa ragazzina, nonostante la situazione che si evolve da una antipatia ideologica e culturale fino a diventare un improbabile amore…
Intorno alla casa di Jojo il mondo s’avvia lentamente alla catastrofe finale che vedrà ancora distruzione, battaglia e morte. Però con lieve incoscienza. Ed è questa la tessitura del film Jojo Rabbit [2019] di Taika Waititi, quarantacinquenne regista e sceneggiatore neozelandese (al suo sesto film) che ha tratto dal romanzo di Christine Leunens (Come semi d’autunno). Waititi, che del film è sceneggiatore (premio Oscar), regista, produttore e interprete, è Hitler.
Geniale – dunque – la trovata e giustificabile la scelta di mettere in scena una sorta di “commedia nera” dove dolore e morte appaiono come inevitabili; come avvenimenti parte di un disegno crudele che fa da fondo alla rassegnazione di tutti: tedeschi, militari, ebrei, bambini… geniale ma poco coinvolgente; il distacco dalle cose e dai personaggi non è “straniamento” (quella distanza tra attore e spettatore) bensì superficialità. Peccato, perché Jojo (Roman Griffin Davis) è un nazistello pronto alla redenzione (si capisce subito) e perché il giovanissimo undicenne interprete è mostruosamente bravo, ironico, sconcertato, stupito di tanta stupidità (cattiveria) degli adulti ed anche della sua incapacità di vedere le cose da un altro punto di vista. E come sarebbe possibile?
Jojo è un film godibile, ma non perfetto; la mancanza di equilibrio tra la tragedia vera e il grottesco narrativo lo rende a tratti fastidioso. Il nazismo (non è la prima volta) portato a macchietta si accetta, ma il dolore di popoli e individui non può rimanere sullo sfondo di una storia – alla fine – troppo incredibile.
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Lingua originale. Inglese, tedesco
Paese di produzione. Nuova Zelanda, Stati Uniti d’America, Repubblica Ceca
Anno. 2019
Durata. 108 min
Genere. Commedia, drammatico, guerra
Regia. Taika Waititi
Soggetto. Dal romanzo di Christine Leunens
Sceneggiatura. Taika Waititi
Produttore. Carthew Neal, Taika Waititi, Chelsea Winstanley
Distribuzione in italiano. Fox Searchlight Pictures; (Walt Disney Studios Motion Pictures)
Fotografia. Mihai Mălaimare Jr.
Montaggio. Tom Eagles
Effetti speciali. Jason Chen
Musiche. Michael Giacchino
Scenografia. Ra Vincent
Costumi. Mayes C. Rubeo
Trucco. Dannelle Satherley
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Interpreti e personaggi:
Roman Griffin Davis: Johannes “Jojo Rabbit” Betzler
Thomasin McKenzie: Elsa Korr
Scarlett Johansson: Rosie Betzler
Taika Waititi: Adolf Hitler
Sam Rockwell: capitano Klenzendorf
Rebel Wilson: Fräulein Rahm
Alfie Allen: Finkel
Stephen Merchant: capitano Deertz
Archie Yates: Yorki
Luke Brandon Field: Christoph